Lo scorso 4 agosto Donatello Poggi così si esprimeva riguardo al processo contro Ioan Rohnean, il 50enne rumeno che nella mensa del cantiere AlpTransit di Sigirino aveva accoltellato l’ex compagna:
“Se alla fine di tutto il dibattimento per questo criminale non verrà decretata l’espulsione dalla Svizzera, allora qualcuno non ha ben percepito cosa ha votato il nostro Cantone non molto tempo fa e proprio su questo tema.”
Venerdì la Corte delle Assise criminali di Lugano ha condannato Rohnean a nove anni di carcere. Una sentenza che lascia Poggi con un sentimento di sgomento e di rabbia.
“Ma come, tutti si sono “dimenticati” (volutamente?) che in Romania questo personaggio aveva già causato la morte di un’altra persona? – chiede Poggi, che poi prosegue: “Non parliamo poi del dibattimento processuale dove il 50enne rumeno, con una sceneggiata (consigliata dall’avvocato?) tipica di queste etnie quando sono messi con le spalle al muro, ha detto in pratica che lui ha solo appoggiato la punta del coltello alla gola della poveretta e che la seconda coltellata all’addome non l’ha inflitta volutamente ma “che è stato spinto”.
Ma finiamola, per piacere. Se io rubo in banca perché mi hanno licenziato, a questo punto mi devono dare un premio, e non sto scherzando, perché arriveranno anche questi momenti visto come sta girando (male) il mondo.
Quali sono le condizioni attuali di salute della poveretta 32enne ex convivente? Dovrà ricevere una rendita AI (come sembra) per le gravi ferite riportate? Chi paga tutto questo? Il 50enne rumeno o il solito pantalone?
La Corte e il giudice Zali, di solito molto severo, sanno che “9 anni di carcere” sono effettivi (se ci sarà la buona condotta) al massimo 5 anni?
Certo che lo sanno e sanno anche che il popolo svizzero, tramite votazione, vuole l’espulsione di questi personaggi. Punto e basta!
Una domanda provocatoria ma che si impone: e se la poveretta fosse stata la figlia di uno dei membri della Corte? Mi fermo qui.
E poi si chiedono come mai in Svizzera la destra avanza. Mi viene da ridere. In Germania le pene per i reati violenti sono almeno una volta e mezzo le nostre e le stanno inasprendo ancora e non parliamo degli Stati Uniti. Ma sono tutti scemi e noi gli unici intelligenti? Chiediamocelo prima che qualcuno dia delle risposte non desiderate.”
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