In questi tempi di tribolazioni economiche a livello mondiale anche il Ticino ci mette del suo.
Infatti il preventivo per il prossimo anno presenta un buco di ben 320 milioni di franchi: problemi di minori entrate e maggiori uscite come mai ve ne erano stati negli ultimi 20 anni e che il Consiglio di Stato cercherà di risolvere con i mezzi a disposizione, che pare non siano molti.
Il governo ticinese farà il punto della situazione tra due settimane, durante la riunione fissata per il 17 agosto.
Come si legge stamani su La Regione “A pesare sull’andamento finanziario dell’erario cantonale sono sia le minori entrate per circa 77 milioni sia le maggiori uscite per 110 milioni.
L’anno prossimo, oltre ai maggiori oneri da sostenere per il risanamento della Cassa pensioni dello Stato (40 milioni) e per l’obbligo di finanziare il 55% delle cure ospedaliere sostenute dalle cliniche private (70 milioni), andranno presi in considerazione anche minori introiti per circa 87 milioni, vale a dire 72 milioni di dividendi non più versati ai Cantoni dalla Banca nazionale svizzera a causa delle ingenti perdite registrate nel primo semestre dell’anno e i 15 milioni in meno di contributi perequativi provenienti da Berna.
Secondo le previsioni, quindi, il prossimo anno alle casse del Cantone mancheranno 187 milioni circa. Aggiungendovi un disavanzo strutturale pari a quello calcolato per il preventivo 2011 (133 milioni), l’ammanco si attesta, appunto, a 320 milioni, con un balzo in avanti delle spese dello Stato di circa il 10 per cento.”
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