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Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha definito “gravissima” la situazione nella Zona euro a causa della crisi del debito ed ha ammonito che un fallimento del vertice straordinario di domani a Bruxelles, incentrato sulla questione greca, avrebbe conseguenze mondiali.
I Capi di Stato e di governo sono chiamati a decidere in maniera chiara e definitiva l’attuazione del secondo piano di aiuti alla Grecia. Un piano da 110 miliardi di euro, di cui è già stata versata una prima rata di 3.2 miliardi.

“Nessuno può farsi illusioni, la situazione è gravissima – ha dichiarato Barroso in conferenza stampa – Se domani a Bruxelles non verrà trovata una soluzione dai leader dei paesi dell’eurozona le conseguenze si faranno sentire in tutta Europa e oltre.”

Il summit di domani è determinante. Lo dice Barroso e lo sanno tutti gli altri. Se può apparire esagerato asserire che da quanto accadrà domani dipende il futuro della moneta unica, appare comunque evidente che la credibilità dell’unione europea monetaria e politica è legata al contenuto del messaggio che i Ministri delle Finanze decideranno di trasmettere riguardo al secondo programma di aiuti alla Grecia.
La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha voluto essere chiara: “Se a Bruxelles non ci dimostreremo uniti, se non sapremo trasmettere un messaggio chiaro, se la Grecia non otterrà questi aiuti, se il debito greco non verrà ristrutturato su una base di volontariato da parte dei creditori privati e se lasceremo che le agenzie di rating americane ritengano il piano di salvataggio il segno di un default di pagamento, allora la moneta unica europea andrà verso un futuro molto doloroso.”