Il Fondo monetario internazionale cambia direttore generale e cambia anche attitudine verso i paesi europei deboli. Le dimissioni forzate di Dominique Strauss Kahn sembrano aver lasciato la via libera ad una nuova politica del Fondo nei confronti dell’economia europea.
Giovedì scorso infatti l’FMI aveva fatto sapere che verserà ancora soldi alla Grecia solamente se riceverà solide assicurazioni che il paese è in grado di rimborsare i prestiti ricevuti. Assicurazioni che Atene non è per il momento in grado di fornire.
Stessa direzione per l’Unione europea, o meglio sarebbe dire per i paesi finanziariamente forti della Zona euro.
Domenica il Commissario europeo Olli Rehn ha dichiarato che pone le stesse condizioni del Fondo: soldi in cambio di solide garanzie.
“La situazione è molto seria – ha detto Rehn – Siamo in attesa della presa di posizione della Banca centrale europea ma riteniamo che sarà in linea con noi e con il Fondo monetario internazionale.”
Il tedesco Der Spiegel scrive che per la Grecia la situazione è ben più che seria: è drammatica. Sulla base dei rapporti redatti dalla Commissione europea risulta chiaramente che il governo del premier Papandreou non è stato sinora in grado di rispettare neanche uno degli impegni di bilancio fissati quali condizione per il rilascio dei crediti.
Papandreou aveva promesso la realizzazione di privatizzazioni suscettibili di portare entrate per 50 miliardi di euro, ma sino ad oggi non ha ancora presentato alcun piano. La Grecia era stato il primo paese della Zona euro a beneficiare di un piano di aiuto di 110 miliardi di euro. In seguito anche il Portogallo e l’Irlanda avevano avanzato richieste di simili aiuti e i mercati temono che a breve anche la Spagna farà la stessa richiesta.
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