A causa di un disguido, non meglio precisato, ci è stato chiesto di togliere l’articolo “Fuori dal nucleare” di Roberto Pronini, direttore di AET, che avevamo ricevuto stamani per pubblicazione.
Ci scusiamo con i nostri lettori.
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Il coraggio .....dei codardi e degli ingegneri del... cacao meraviliao, quello di abbandonare il nucleare nel nostro paese.
Pronini,..... fuori dall'AET.
Il coraggio .....dei codardi e degli ingegneri del... cacao meraviliao, quello di abbandonare il nucleare nel nostro paese.
Pronini,..... fuori dall'AET.
Devo essermi espresso male o sono stato frainteso e mi sono giustamente "buscato" due pollici versi.
Come può un tecnico/ingegnere direttore di un azienda elettrica (capisco un funzionario statale) caldeggiare l'uscita dal nucleare in tempi brevi?
Oggi le centrali nucleari che producono energia elettrica in Svizzera sono 5 (4 se l'abbandono di Lucens, pare ormai inevitabile). Sono tutte collocate sull'asse nord /ovest del nostro paese e coprono un fabbisogno di energia pari al 40%.
Fin dagli anni 60 è palese ed evidente che la produzione di energia elettrica mediante bacini idrici e dighe non è sufficiente per coprire i fabbisogni di energia del Paese.
Dovendo ricorrere obbligatoriamente ad altre fonti di energia, l'opzione nucleare è oggi la sola in grado di sostituire il carbone ed il petrolio, in misura ottimale e completa. Ben vengano le fonti alternative più ecologiche, ma lo stato dell'arte dimostra che non saranno sufficienti né l'eolico né il solare.
Obiettivamente, dovendo pronunciarsi sull'iniziativa ed il contro progetto, il cittadino non ha opzioni migliori da confrontare e la domanda è ingannevole ed il controprogetto persino peggio.
E'come se qualcuno pretendesse una risposta seria alla domanda : "parlo bene od ho ragione?".
Ergo finirò per accettare il controprogetto, nella speranza che il parlamento federale bocci la malsana idea delle 4 consigliere federali di uscire dal nucleare in tempi brevi.
Devo essermi espresso male o sono stato frainteso e mi sono giustamente "buscato" due pollici versi.
Come può un tecnico/ingegnere direttore di un azienda elettrica (capisco un funzionario statale) caldeggiare l'uscita dal nucleare in tempi brevi?
Oggi le centrali nucleari che producono energia elettrica in Svizzera sono 5 (4 se l'abbandono di Lucens, pare ormai inevitabile). Sono tutte collocate sull'asse nord /ovest del nostro paese e coprono un fabbisogno di energia pari al 40%.
Fin dagli anni 60 è palese ed evidente che la produzione di energia elettrica mediante bacini idrici e dighe non è sufficiente per coprire i fabbisogni di energia del Paese.
Dovendo ricorrere obbligatoriamente ad altre fonti di energia, l'opzione nucleare è oggi la sola in grado di sostituire il carbone ed il petrolio, in misura ottimale e completa. Ben vengano le fonti alternative più ecologiche, ma lo stato dell'arte dimostra che non saranno sufficienti né l'eolico né il solare.
Obiettivamente, dovendo pronunciarsi sull'iniziativa ed il contro progetto, il cittadino non ha opzioni migliori da confrontare e la domanda è ingannevole ed il controprogetto persino peggio.
E'come se qualcuno pretendesse una risposta seria alla domanda : "parlo bene od ho ragione?".
Ergo finirò per accettare il controprogetto, nella speranza che il parlamento federale bocci la malsana idea delle 4 consigliere federali di uscire dal nucleare in tempi brevi.