Categories: Ospiti

Ho un sogno. Realizzarlo si può – Michela Delcò Petralli

A Lünen si sta costruendo una centrale elettrica a carbone finanziata anche con 36 milioni dei nostri soldi. Il 5 giugno, tramite il voto, dovremo scegliere se mantenere questa partecipazione al progetto oppure ritirarci, come lo chiede l’iniziativa dei Verdi e come l’hanno fatto spontaneamente alcune “sorelle” svizzere di AET.

Il carbone è un combustibile fossile che genera una quantità di anidride carbonica addirittura superiore a quella generata dalla combustione di petrolio. Il CO2 è un gas a effetto serra che causa siccità e quindi carestie, tempeste e uragani – come quello che ha distrutto la piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico – e scioglie i ghiacci polari.
L’anidride carbonica (CO2) minaccia la nostra stessa esistenza, e questo è un fatto che nessuno più osa contestare. Ma il carbone è sporco anche per ragioni sociali ed etiche perché quello bruciato a Lünen verrà importato da diversi paesi, tra cui Colombia e Indonesia, dove per estrarlo si sono deforestate immense zone del paese, dove non c’è tutela dei diritti sindacali e dove è permesso sfruttare il lavoro dei bambini.
Il 5 giugno è un giorno importante.

La mia speranza è che questa votazione passi alla storia come una grande dimostrazione di libertà dalle energie fossili, come la svolta irreversibile del nostro paese verso un’economia ed una società improntata alla responsabilità sociale ed ambientale.
Questo non è più il momento in cui ci si possa permettere di aspettare il domani e non è più il momento di assorbire il tranquillante del gradualismo – come proposto dal controprogetto del PPD – e di rimandare la salvezza del mondo a quando noi saremo già morti. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia elevando la salute degli uomini e dell’ambiente – qui come a Lünen – a diritto fondamentale ed inalienabile.
Sarebbe la fine per questo Cantone se noi cittadini non riuscissimo a valutare appieno l’urgenza del momento, se non capissimo che il nostro destino è legato a quello di Lünen e a quello di tutti gli uomini che popolano questa terra. Non possiamo camminare da soli. L’aria che respiriamo è quella che respira il mondo, cosi come la pioggia che ci bagna e l’acqua che beviamo.
Aspettare fino al 2035 come chiede il controprogetto non è più possibile! Le emissioni di CO2 devono essere ridotte subito! Il 5 giugno votiamo si al futuro, votiamo si all’iniziativa dei Verdi.

Michela Delcò Petralli, GC per i Verdi

Redazione

View Comments

  • Il sogno sarebbe anche conoscere come dovrebbe approvvigionarsi l'AET mantenendo le tariffe contenute come finora. Obblighi di risparmio? dica come. Minor consumo? dica come (aumentando le tariffe per esempio?) Il NO a prescindere non mi piace. La centrale tedesca si farà lo stesso e quindi "per il mondo" un "si" al referendum sarà visto distrattamente. Parliamo sempre per gli altri. Dobbiamo decidere per le generazioni future. Vogliamo aiutare seriamente il processo di educazione per un consumo corretto dell'energia? Bene, ma senza un'imposizione politica dall'alto dobbiamo permettere ad AET di garantirci questo tenore di consumo che potrà solo crescere.

    I tecnici dicono che nel 2025/30 potrebbe esserci in Svizzera un black-out per mancanza di energia. Abbiamo già sbagliato non ascoltare un tecnico (ing. Lombardi) che progettò due tunnel per il Gottardo. I politici decisero di farne solo uno. Mi sembra che il black-out automobilistico sia piuttosto ricorrente ...

  • Che eragerazioni incredibili, che fanatismo.
    Questi talebani verdi mi fanno paura.
    Speriamo di non cadere nelle loro mani!

    • Eppure questa votazione potrebbe essere la madre della disinformazione. Da una parte un'AET che ha bisogno di informare dettagliatamente sulla bontà delle operazioni effettuate, dall'altra chi "lavora" sulla pancia della gente. E' pur vero che siamo piuttosto abituati, ma in questo sul fabbisogno energetico dei prossimi 20-30'anni non si scherza e non si possono portare dei meri argomenti di pura emotività (pur se condivisibili a lungo termine come nel caso del controprogetto).

  • L'AET è un azienda pubblica che, oggi come ieri, è prigioniera dei partiti e, indipendentemente dal carbone, dovrà essere gestita in futuro in altro modo.
    Il problema posto in votazione il 5 giugno p.v. però, non è riferito alla gestione dell'Ente ma interessa i suoi investimenti futuri anche in un'ottica ambientalista ragionevole e realista, che non è certamente quella proposta dai Verdi spalleggiati dalla Lega (?).
    Pur essendo favorevole a soluzioni praticabili (e proponibili) sulle energie rinnovabili, lo stato dell'arte da qui al 2035 (e forse oltre) resta pur sempre favorevole al nucleare che a ben vedere (analizzare con corretta conoscenza di causa gli errori passati e recenti) rappresenta pur sempre le fonte energetica più interessante e sicura.
    L'AET è un azienda "nostra", che opera in un settore energetico che può propiziare e generare dei buoni utili che, nell'ultimo quadriennio è stata lasciata nel limbo a vegetare da un dipartimento la cui referente politica non brilla certo per competenza e decisionismo, incurante del fatto che il settore energetico è capace di generare utili ben maggiori di quelli "conseguiti a mezzo imposte".
    Ciò detto per uscire oggi dal nucleare nel modo proposto dai Verdi e dalla Lega porta con se troppe conseguenze negative in termini economici (ca. 50 milioni). Facile proporre soluzioni empiriche con i soldi degli altri.

Recent Posts

Ho un amico che mi ha detto: “Trump e’ geniale… ma Netanyahu dovrebbe scomparire”. E’ possibile pensare cosi’ ?

Sì, una persona può assolutamente essere molto favorevole a Trump e molto contraria a Netanyahu.…

10 minuti ago

Il nuovo rettore del Collegio Papio

Al prof. Adrian Poble' e a don Patrizio Foletti i piu' calorosi auguri Il Consiglio…

6 ore ago

Storia della Chiesa – Il concilio di Worms depone Gregorio VII – di Marco Mannino Giorgi

NOI, Sigfrido Arcivescovo di Mainz, Udo vescovo di Treviri, Guglielmo vescovo di Utrecht, Herrman vescovo…

18 ore ago

Lamech non voleva uccidere ma la sua freccia vendicò il sangue di Abele

Sulla facciata del duomo di Modena potete scorgere quattro lastre, che raffigurano alcuni episodi fondamentali …

19 ore ago

Tensioni in Yemen : gli attacchi USA agli Houthi e il messaggio all’Iran

6 aprile 2025 Le acque del Mar Rosso tornano a farsi teatro di una crescente…

19 ore ago

Seminario operativo al Consolato Generale dell’Ucraina a Napoli: focus su Chernobyl e ricostruzione post-bellica

Presso il Consolato Generale dell’Ucraina a Napoli si è tenuta una riunione operativa con la…

19 ore ago

This website uses cookies.