Zakaria Chalach, presidente della Corte d’appello del Cairo ha dichiarato giovedì che l’82enne ex presidente egiziano Hosni Moubarak, arrestato lo scorso 13 aprile con le accuse di corruzione e massacro premeditato di 846 manifestanti anti-governativi, sarebbe condannato a morte qualora la Corte lo riconoscesse colpevole.
Moubarak si troverebbe in un ospedale civile di Sharm al Cheikh, dopo un collasso cardiocircolatorio sopraggiunto poco dopo l’arresto. Con lui erano finiti in carcere anche i due figli.
In un rapporto, la Commissione giudiziaria ha fatto stato di uso eccessivo della forza da parte di soldati e polizia per reprimere le manifestazioni di gennaio e febbraio. Negli scontri, oltre ad aver ucciso centinaia di persone, le forze di sicurezza avevano ferito migliaia di manifestanti.
Un tribunale del Cairo ha intanto deciso di sopprimere i nomi di Moubarak e di sua moglie da tutte le piazze dell’Egitto, dalle strade, dalle biblioteche e da altri luoghi e istituzioni. Lo ha comunicato l’agenzia di stampa Mena.
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