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Reati contro il patrimonio, il 2010 fa segnare un’ulteriore diminuzione

Il 2010 ha registrato un’ulteriore diminuzione dei reati contro il patrimonio (13’128 infrazioni, – 4% rispetto al 2009). Si tratta di una tendenza ormai in atto dal 2004.

I reati classificati come rapine nel 2010 sono 60 e sono numericamente stabili rispetto agli scorsi anni. Il distretto di Lugano è sempre quello più toccato dal fenomeno con rapine commesse per strada da autori della regione. Le rapine a danno di stazioni di servizio con annesso ufficio cambio sono state 11.

La zona maggiormente a rischio, come purtroppo testimoniano gli episodi di inizio 2011, permane il Mendrisiotto che a causa della sua vicinanza al confine permette ai rapinatori, in maggioranza provenienti dall’Italia, una facile via di fuga. Fra i casi più eclatanti ricordiamo la rapina simulata avvenuta a metà luglio ai danni di una banca a Vezia che ha visto all’opera un unico autore che dopo aver immobilizzato e legato il dipendente si è impossessato di un’ingente somma di denaro. Dopo alcuni giorni il cassiere ha ammesso la sua complicità nell’organizzazione del colpo. I due correi sono stati arrestati ed è stato recuperato gran parte del bottino (circa 2/3). Lo scorso anno non vi sono state rapine a danno di gioiellerie.

I furti con scasso sono diminuiti del 13% rispetto al 2009, con un calo assoluto di oltre 300 denunce.
Ricordiamo che dal 2006, con l’inizio dell’operazione SCAFU, i furti hanno già subito una diminuzione del 30% rispetto al quadriennio 2002/2005.

L’andamento positivo può essere spiegato da molteplici fattori:
dalle operazioni congiunte nell’ambito dell’operazione SCAFU tra Reparti mobili, Polizia giudiziaria, Polizie comunali e Guardie di confine;
dal miglior coordinamento e passaggio di informazioni in tempo reale tra Polizia cantonale e Guardie di
confine, con l’integrazione presso la sezione Reati contro il patrimonio di un loro collaboratore;
dai numerosi fermi di autori di furti con scasso, che hanno permesso di contenere sul nascere nuovi
fenomeni. Sottolineiamo l’arresto di una banda di cinque scassinatori autori di 125 furti a danno di ditte, avvenuto a fine 2009. L’inchiesta ha portato alla loro condanna alle Assise Correzionali;
da una vasta operazione internazionale, coordinata dalla Polizia federale, che ha portato all’arresto di
numerosi cittadini georgiani, richiedenti l’asilo, affiliati a una stessa organizzazione criminale dedita a furti con scasso in appartamenti (strappo del cilindro).

Le bande di nomadi provenienti dall’Italia anche nel 2010 hanno commesso numerosi furti in Ticino. Il fenomeno, noto a livello svizzero con il nome di Operazione Zigana, ha conosciuto due distinti incrementi di attività; il primo a gennaio e febbraio, il secondo tra agosto e settembre. L’arresto di componenti delle bande in un lasso di tempo contenuto si è poi tramutato in un’inversione di tendenza, in particolare per i furti negli appartamenti.

Complessivamente durante il 2010 sono state 44 le persone legate al fenomeno Zigana, in buona parte arrestate o colpite da mandato di cattura, responsabili di 101 furti con scasso per un ammontare di 3,2 milioni di franchi di refurtiva. In quest’ambito segnaliamo:
il fermo avvenuto in settembre di due nomadi minorenni, che nell’arco di un pomeriggio hanno svaligiato
sette appartamenti tra Mendrisio, Melide e Lugano;
la settimana successiva sono state fermate altre due ragazze minorenni autrici di 17 furti con scasso
commessi tra Ticino e Lucerna, per un ammontare commplessivo di oltre 150’000 franchi di refurtiva;
l’arresto, qualche giorno dopo, di altre due ragazze autrici di furti con scasso, con il conseguente crollo per diversi mesi del fenomeno;
a metà ottobre è stato arrestato un cittadino serbo, da tempo ricercato per una serie di furti con scasso in ville.

L’inchiesta denominata Birse è iniziata con il fermo da parte delle Guardie di confine al valico di Chiasso Strada di un furgone carico di refurtiva proveniente da una coltelleria di Lugano e da un negozio di articoli da Golf del Locarnese. Oltre al sequestro della merce l’indagine ha portato in un primo tempo all’arresto delle persone incaricate del trasporto della refurtiva e successivamente all’identificazione degli autori materiali dei colpi.

Sempre nel corso del 2010 si è assistito ad una serie di furti con destrezza a danno di persone anziane da parte di gruppi relativamente organizzati. Lo schema seguito è ricorrente. Nella maggior parte dei casi le vittime sono state avvicinate da una o due persone che gettano a terra delle monete facendo credere che siano state loro a perderle. Con astuzia, mentre la vittima si china per raccoglierle, l’autore riesce a derubarle del portafoglio e dei gioielli (indossati). In altri casi gli autori si rivolgono alle potenziali vittime chiedendo loro di cambiare delle monete per il parchimetro, oppure in altri casi di ottenere un cambio di una banconote di grosso taglio. Gli arresti e le identificazioni effettuate indicano che si tratta di cittadini dell’est Europa provenienti da Romania e Polonia.

Il 2010 ha ancora registrato una diminuzione dei furti d’autoveicoli, passati da 206 a 157. Si tratta di 146 auto e di 11 autofurgoni. Di questi furti 91 sono avvenuti in Svizzera, 60 in Italia, mentre i restanti 6 in Serbia (2), Germania, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Lituania. È interessante rilevare come degli oltre 90 veicoli rubati in Svizzera la metà sono stati ritrovati, mentre il tasso di ritrovamento di veicoli rubati all’estero è del 20% (13 su 66 furti). Come per gli anni precedenti le auto maggiormente prese di mira sono quelle di prestigio poiché più richieste sul mercato. In gran parte si tratta di veicoli intestati a società ed acquistate tramite leasing. Si può ritenere che una parte dei furti denunciati siano simulati con l’obiettivo di porre termine al contratto di leasing o beneficiare di un risarcimento truffando le compagnie di assicurazione.

A livello Svizzero continuano i furti di veicoli presso i rivenditori di auto, fortunatamente il Ticino lo scorso anno è stato risparmiato dal fenomeno. I furti d’uso sono stati 18 contro i 38 del 2009. Gli altri furti di veicoli a motore sono così ripartiti: 1 autocarro, 77 motoveicoli, 25 scooter, 77 ciclomotori, 1 quad, 1 rimorchio, 1 roulotte e 8 rimorchi per il trasporto di cose. Infine, rispetto al 2009 sono aumentati i furti di motoveicoli passati da 26 a 77 di cui 35 ritrovati. In quest’ambito i furti d’uso sono stati 6.

Redazione-cro

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