I problemi che affliggono il nostro Ticino sono, purtroppo, molteplici e rilevanti: la violenza giovanile, le numerose rapine degli ultimi tempi, l’aumento della disoccupazione dei residenti in contrapposizione al continuo incremento dei lavoratori frontalieri, il traffico di transito e quello che soffoca e attanaglia le regioni di frontiera e le città, la pressione fiscale sulle persone e sulle aziende, gli aumenti costanti e esponenziali dei premi delle casse malati, ecc..
Su di essi molti candidati scrivono e dibattono incessantemente. Il lavoro, la pace sociale, la sicurezza, la mobilità, ecc., e, non da ultimo, la vita familiare, rappresentano effettivamente il fondamento del nostro benessere e della nostra serenità. È indispensabile quindi elaborare leggi eque ed efficaci affinché questi vitali obiettivi si possano concretamente realizzare. Non si può rendere migliore la nostra società senza un’adeguata, tangibile e puntuale azione politica.
Ciò premesso, vorrei soffermarmi in breve sulle tematiche concernenti la famiglia e la piaga delle separazioni e dei divorzi. Esse, infatti, sebbene coinvolgano ben il 55% delle coppie sposate in Ticino, non vengono sufficientemente prese in considerazione, se non addirittura ignorate, nei tanti dibattiti politici del momento. La società è composta da un numero sempre crescente di nuclei monoparentali con figli di genitori divorziati e separati, giovani “giuridicamente” allontanati, nell’indifferenza e nel silenzio, dalla presenza del proprio padre e obbligati a crescere in famiglie monoparentali, spesso ricostituite. Il fatto che tra i membri dell’Osservatorio Cantonale della Politica Familiare non vi siano rappresentanti delle associazioni dei padri separati e delle madri delle famiglie monoparentali e ricostituite la dice lunga sulla reale volontà politica dei partiti storici di “Osservare” gli effetti della politica familiare messa in atto nel nostro cantone, di analizzare e affrontare con serietà e trasparenza questi spinosi argomenti.
Urge un’inversione di rotta: il Parlamento deve legiferare al passo con l’evoluzione della nostra mutevole società, lo Stato e le autorità devono iniziare ad operare per prestare servizio alle famiglie e ai cittadini, aiutarli e sostenerli, intraprendendo azioni ispirate al rispetto reciproco, alla collaborazione e alle pari opportunità relazionali ed economiche fra genitori. Grande pertanto è la necessità di un importante e profondo cambiamento anche nella politica familiare e in ogni ambito che, in modo diretto o indiretto, tocca il nucleo cardine della nostra società: la famiglia, e ciò che resta di essa. È nostra la responsabilità di preparare per noi e i nostri figli un futuro degno di essere vissuto.
Gianfranco Scardamaglia, coordinatore Movimento Papageno;
Candidato al Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi: Lista 2 Candidato nr 15.
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