Era assurto agli onori in Ticino per essersi battuto contro la realizzazione della variante 95, che nei progetti sarebbe dovuta transitare a 300 metri dalla sua fattoria.
Oggi i suoi problemi sono legati alla nuova centrale a biogas in via di ultimazione a Cadenazzo, dove Ulrico Feitknecht risulta fra i partner della Sol-E Suisse SA, con la Orticola Bassi SA di Marco Bassi a Sant’Antonino, per la fornitura dei materiali, scarti vegetali e letame, che serviranno ad alimentare la centrale a biogas.
I problemi a cui è sottoposto il vicinato, rappresentato da Barbara Hofmann e Teresa Radaelli, sono così gravi da aver motivato un appello al Municipio e alla stampa per denunciare la situazione.
Gli abitanti della zona lamentano la presenza di un olezzo nauseabondo e temono di dover convivere con insostenibili emissioni quotidiane di acido solfidrico, un gas altamente tossico che può essere anche mortale.
Certamente la puzza non si sentirà 24 ore al giorno, sia per le correnti in quota sia per la fermentazione di letame e scarti vegetali. Ma quando il gas esce nell’aria la vita in zona é possibile unicamente rimanendo tappati in casa.
In un servizio di Tio realizzato oggi, si vede chiaramente Feitknecht che con tono di sfida sminuisce i problemi dei presenti, chiedendo loro se al momento presente si sentono odori.
L’impressione é che saranno tempi duri per chi abita in quella zona e arduo sarà per loro riuscire a far valere il diritto di aprire le finestre di casa o quello di sedersi in giardino. E pensare che proprio Ulrico Feitknecht si era tanto battuto contro i gas di scarico della possibile variante 95!
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