L’impatto del terremoto di magnitudo 8.9 che ha colpito venerdì il Giappone avrebbe spostato l’asse di rotazione terrestre di quasi 10 centimetri. È il risultato preliminare di studi effettuati dall’Ingv, l’istituto italiano di geofisica e vulcanologia.
L’asse di rotazione terrestre è l’asse attorno al quale ruota la Terra e che congiunge i due poli celesti, ossia i due punti diametralmente opposti che risultano dall’intersezione dell’asse di rotazione terrestre con la sfera celeste.
Quello di oggi è stato il sisma più violento dei 29 terremoti che hanno colpito il Giappone negli ultimi 10 anni. Il più debole fra questi aveva un’intensità pari a 5.9 gradi sulla Scala Richter. Una scossa di magnitudo 7.2 si era verificata appena due giorni fa, mercoledì.
La tenuta della crosta terrestre del Giappone è fra le più instabili sulla Terra. Oltre a trovarsi lungo l’irrequieta cintura di fuoco del Pacifico, una zona lunga 40mila chilometri e dove si concentra l’80% dei terremoti, il Giappone si appoggia sull’intersezione tra quattro distinte placche tettoniche: quella euroasiatica, quella nordamericana, quella pacifica e quella delle Filippine.
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