Rassegniamoci, ma rassegniamoci veramente: il Ticino probabilmente non riuscirà mai a superare lo steccato del Ceneri, resterà per moltissimi anni ancora diviso come fosse composto da due semi cantoni, separati da un confine naturale di soli 554 m s.l.m. Città Ticino ? Ma quale città Ticino riusciremo mai a vedere?
Prendo spunto dalla proposta scaturita da Rodolfo Pulino di costruire un unico stadio sul Monte Ceneri, immediatamente tacciata di “proposta-cerca-consensi-elettorali” da Saitz, a cui probabilmente é sfuggito che Pulino i consensi li ha già quadruplicati passando dai Comunisti alla Lega, ma questi sono dettagli. Noi riportiamo sul nostro sito entrambe le posizioni.
Il nostro cantone che conta poco più di 335’000 abitanti con una ripartizione di 119 abitanti per km2 oggi non é assolutamente in grado di riunire le forze nell’interesse di tutti. Già la semplice idea di uno stadio unico, ed é solamente un esempio, divide i giovani politici, figuriamoci quelli di vecchio corso.
Se una proposta come quella di Rodolfo Pulino (dubito fortemente sia intesa come una ricerca di voti, ma se lo fosse meglio che cambi consulente politico) dovesse solamente uscire dal piccolo e ristretto cerchio di qualche sito online, vi é da scommettere che il comitato contro lo stadio unico riemergerebbe immediatamente dal suo silenzio.
Non sia mai detto che calciatori granata e bianconeri possano in qualche modo calpestare la stessa erba, non sia mai detto che ai ticinesi si possa offrire un solo stadio, moderno e funzionale, magari dotato di strutture che non siano necessariamente dei supermercati. Non sia mai detto che con i soldi risparmiati di un secondo stadio si possano realizzare infrastrutture che in Ticino scarseggiano. Cosa volete si possa fare con 50 milioni risparmiati? Nemmeno le aggregazioni importanti!
No, è giusto costruirne almeno due di stadi. L’ideale sarebbe farne tre o quattro, pensando anche ai tifosi del Chiasso o del Locarno, che seguendo lo stesso principio espresso da Seitz giustamente meriterebbero di avere uno stadio tutto loro.
Ma come faranno mai i milanesi, che – per la cronaca – escludendo la provincia sono 1.317.882 e hanno uno stadio solo? Un bel mistero, veramente. Di sicuro questo loro unico e misero stadio non permetterà di ottenere le stupefacenti vittorie che da decenni danno lustro alle squadre ticinesi. Mi sfugge chi abbia vinto lo scorso anno tutta una serie di “tituli” e si mi sfugge proprio.
Forse, ma solo forse, sarebbe ora di capire che il calcio é cambiato, che di soldi con il calcio, almeno da noi, non se ne fanno, che le società devono essere gestite come aziende, ma aziende quasi sempre deficitarie e quando si é deficitari occorre risparmiare su tutto e non sempre a scapito della qualità.
Posso capire la Leventina che lotta per la pista di hockey su ghiaccio, pena la morte dell’indotto in tutta la valle: si tratta della realtà di una valle aggrappata ad una squadra che nel bene e nel male porta un’elevata media di spettatori, i quali generano un certo commercio, si tratta di una squadra che garantisce posti di lavoro difficilmente trasferibili. Questo però non é applicabile per Bellinzona o Lugano, dove lo stadio genera più problemi che utili.
Questa però è solo teoria. Per moltissimi anni di unico per tutto il Ticino non ci resterà che l’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti di Giubiasco.
C.S.