Il ministro indonesiano degli affari esteri ha confermato di aver raccolto 261mila dollari per salvare la vita di una giovane domestica indonesiana condannata a morte in Arabia Saudita.
Darsem binti Dawud (nella foto) si trova in una prigione saudita dal 2009 perchè accusata di aver ucciso il suo datore di lavoro soffocandolo con un cuscino mentre lui tentava di usarle violenza. La famiglia dell’uomo ha accettato di perdonare la donna in cambio del pagamento di 530mila dollari, il cosidetto « soldo del sangue ».
La somma dovrà essere versata entro luglio. In caso contrario la donna sarà decapitata. Nel caso in cui invece sarà versata nei termini richiesti la donna dovrà comunque scontare una pena detentiva.
Il portavoce del ministero indonesiano degli affari esteri ha dichiarato che il governo di Giakarta sta cercando di raccogliere la somma mancante attraverso donazioni e appelli su Facebook.
Quello di Darsem non è il primo caso del genere nel regno wahabita. L’ultima notizia di cui si è a conoscenza (molti casi passano sotto silenzio stampa) è l’esecuzione nel gennaio del 2008 di un’altra domestica indonesiana, Yanti Sudurki, condannata alla pena capitale per aver ucciso la sua datrice di lavoro allo scopo di derubarla dei suoi gioielli.
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