La Spagna prende una posizione netta all’interno Nel confronto tra i leader europei sulle modalità di sostegno alla Grecia, la Spagna definisce la sua posizione attraverso il ministro delle finanze Elena Salgado (nella foto), secondo cui la Grecia merita una maggiore flessibilità e una maggiore fiducia.
La Grecia ha chiesto in particolare, di poter procedere ad un buy-back sul debito con i titoli di Stato finanziando l’operazione attraverso il fondo europeo. In tal modo potrebbe eliminare l’attuale esposizione debitoria sui bond e sostituirla con quella meno onerosa nei confronti del fondo stesso, a tassi più vantaggiosi.
Elena Salgado preme perché questa richiesta venga accettata. La Grecia sta intensificando le misure di austerità e per questo motivo, secondo lei, va evitato che sia soffocata dagli interessi sui prestiti ricevuti.
Non è invece d’accordo l’inflessibile Cancelliera tedesca Angela Merkel, che intende mostrarsi assai critica e severa quando il 25 marzo i leader europei decideranno se attingere ulteriormente dal fondo di salvataggio pari a 440 miliardi di euro.
La Salgado parla per interesse di causa e non per solidarietà con il governo greco: è quel che pensano in molti, ritenendo che dopo Grecia e Irlanda, toccherà alla Spagna dover ricorrere agli aiuti europei.
Il 10 marzo la banca centrale spagnola ufficializzerà le nuove linee guida per le banche che non vogliono essere nazionalizzate: l’imposizione di un Tier-1 ratio dell’8%, che sale al 10% per le banche le cui azioni non sono detenute per almeno il 20% da investitori privati.
L’annuncio provoca apprensione fra gli istituti di credito non quotati, che si affrettano a svendere gli asset. Un prezzo da pagare – secondo quanto dichiarato da Elena Salgado – per beneficiare di requisiti più accessibili.