“Il patriottismo e’ quanto si piu’ sano c’e’ nel mondo, ma amare troppo la patria non fa mai bene” ha avvertito Benigni durante gli oltre 45 minuti in cui ha monopolizzato il teatro dell’Ariston. Arrivato all’Ariston a cavallo e sventolando un tricolore, ha chiuso il suo intervento tra gli applausi del pubblico in piedi, dopo aver cantato da par suo l’inno “come lo avrebbe intonato – ha spiegato – uno di quei ragazzi che andavano a morire per fare la patria”. Visibilmente commossi anche Gianni Morandi ed Elisabetta Canalis.
Sul testo di Mameli, Benigni ha compiuto la stessa operazione che ha reso celebre la sua lettura della Divina Commedia: un’analisi trascinante parola per parola, per ricordare a tutti “quanti ragazzi nel Risorgimento sono morti per la patria perchè noi potessimo vivere per la patria”.
I ripescaggi con il televoto.
Al Bano con il brano “Amanda e’ libera” e Anna Tatangelo con “Bastardo” sono stati ripescati e vanno avanti nella gara a Sanremo. A premiarli e rimetterli in corsa e’ stato il televoto. Niente da fare invece per Patty Pravo con “Il vento e le rose” e Anna Oxa con “La mia anima d’uomo”.
Domani Al Bano e Anna Tatangelo si esibiranno con gli altri 10 big gia’ ammessi alla quarta serata, da dove usciranno i 10 finalisti di sabato.
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Un Benigni immenso. Ha parlato alla nazione e al popolo italiano traditi e sempre più violentati da media e da una classe politica mediocre. 45 minuti da ascolto e basta.