Nello scorso ottobre, il Municipio di Lugano segnalava al CdS tramite lettera il problema delle frequenti fughe dalla clinica psichiatrica cantonale (CPC) di Mendrisio di persone potenzialmente pericolose per se stesse e per gli altri. Fughe che la clinica segnala alla polizia.
Il riaccompagnamento presso la CPC dei fuggitivi pericolosi necessita dell’intervento, oltre che della Croce Verde, della polizia del Comune in cui si trova la persona in questione; con la conseguenza che gli agenti impiegati mancano poi dal territorio per un periodo di tempo che può arrivare fino a due ore.
A tilolo d’esempio. lo scritto municipale cita il caso di un cittadino 22enne del Kenya, domiciliato a Lugano-Viganello (c/o Ufficio Cantonale Controllo Abitanti), già condannato per numerosi reati tra i quali coazione sessuale, lesioni, incendio colposo, violenza e minaccia contro funzionari, stupefacenti, ecc.
La persona in questione, malgrado risultasse soggetta al regime della privazione della libertà a scopo di assistenza dal 25 febbraio 2010, è evasa dalla CPC svariate volte. Il 31 agosto 2010, il 22enne viene fermato per l’ennesima volta dalla PolCom alla Stazione FFS di Lugano. In questo caso, l’intervento viene svolto su richiesta perché l’uomo si trova all’interno del negozio “Piccobello” ad insultare e minacciare il personale impiegato. Il suo stato psicofisico è visibilmente alterato dall’alcool.
Il giovane, reputato pericoloso per se stesso e per gli altri, viene riportato in modo coatto presso la CPC. Il 4 settembre viene però nuovamente individuato dalla PolCom alla Stazione FFS e ancora ricoverato in modo coatto alla CPC. Il 6 settembre risulta però ancora una volta scappato.
Queste fughe a ripetizione creano evidenti situazioni di pericolo per terze persone, oltre che un carico di lavoro non indifferente per le forze dell’ordine.
L’11 gennaio 2011, quindi ben due mesi dopo l’invio della lettera del Municipio di Lugano, il CdS risponde in modo alquanto generico ed insoddisfacente alle preoccupazioni espresse nello scritto; preoccupazioni che ovviamente non concernono solo Lugano, ma tutto il Cantone.
In sostanza il CdS si limita a rilevare la difficoltà nel gestire casistiche di ricovero “non volontario” in quella che è una struttura aperta. Non traspare la volontà di intervenire per cambiare la situazione. Ci si trincera essenzialmente dietro una questione di costi. Una situazione che, come detto, crea situazioni di pericolo: sia per i pazienti fuggiti, ma anche e soprattutto per terze persone, come nel caso indicato sopra. Ed, inoltre, toglie agenti dal territorio che sono tenuti a pattugliare.
La cronaca recente ha purtroppo indicato fin troppi casi di aggressioni finite in modo tragico, ciò che dovrebbe invitare ad affrontare con maggiore efficacia il problema delle fughe dalla CPC di persone violente.
Chiedo pertanto al lod. Consiglio di Stato:
– Quante fughe si sono verificate nel corso dell’anno 2010 dalla CPC?
– Quante sono invece le persone scappate dalla clinica (stante che una persona può fuggire a più riprese, come nel caso indicato a titolo di esempio)?
– Quante di queste fughe riguardavano persone pericolose per loro stesse?
– Quante riguardavano persone pericolose (anche) per gli altri?
– Quali provvedimenti intende adottare il CdS per arginare tali situazioni di pericolo, che potrebbero anche portare a conseguenze drammatiche?
Con la massima stima
Lorenzo Quadri
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