Al Cairo per tutta la giornata di mercoledì si è assistito a scene di violenza inaudita, come se fra i manifestanti che a migliaia invadevano le strade e soprattutto piazza Tahrir, epicentro della protesta, vi fossero gruppi di persone che erano lì appositamente per far salire la tensione a livelli altissimi. L’opposizione denuncia che si tratta di membri delle forze di sicurezza in borghese, criminali del Partito Democratico Nazionale, il partito di Mubarak.
Vi sono stati scontri tra opposte fazioni sul lato nord della piazza, dove centinaia di sostenitori del presidente Mubarak a cavallo e su cammelli hanno caricato i manifestanti. Uno scontro che si è trasformato in tragedia con morti e feriti, riporta Al Jazeera. Il bilancio fornito dal ministero della Sanità è di una vittima e oltre 400 feriti.
Fra i manifestanti delle varie fazioni si è scatenata una violentissima sassaiola, con avanzate e ritirate improvvise e apparentemente illogiche, i carri armati fermi in mezzo alla folla e pochi militari che si limitavano ad osservare la scena. Persino quando le pietre scagliate dalla folla hanno preso a rimbalzare sui mezzi corazzati, i soldati non hanno reagito.
Mohamed El Baradei, portavoce dell’opposizione, ha invocato l’intervento dell’esercito per proteggere le vite egiziane, accusando il governo di fomentare le violenze. Diversi giornalisti sono rimasti coinvolti negli scontri e sono stati aggrediti. Manifestazioni a favore del presidente Mubarak si sono svolte anche a Ismailia e a Suez.
Bombe molotov sono state lanciate contro il museo egizio, che nei giorni scorsi già era stato assaltato da gruppi di manifestanti.
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