Non si placa la tensione in Egitto. Al Cairo, ad Alessandria e nelle maggiori città egiziane la folla di manifestanti è sempre nelle strade, in aperta sfida contro il coprifuoco notturno, per chiedere la dimissioni dell’82enne presidente Hosni Mubarak.
Mubarak che in televisione si dice addolorato per le vittime dei disordini e promette cambiamenti e poi nomina un nuovo governo composto da personaggi discutibili, mantiene il blocco di telefoni e Internet, oscura il canale televisivo al Jazeera e ordina all’esercito il pugno duro contro i manifestanti. Nelle strade sono aumentati il numero dei carri armati e di polizia e soldati.
Malgrado l’ingente spiegamento delle forze dell’ordine, i manifestanti saccheggiano e danneggiano negozi e persino alcune sale del Museo egizio. Una situazione violenta e dove pare non esserci piu’ alcun controllo. Dalla prigione di Wadi Kudrum, a nord del Cairo, sono fuggiti centinaia di detenuti. La piana di Gizeh, dove si trovano le tre grandi piramidi, è chiusa e presidiata dalla polizia, mentre negli aeroporti si ammassano i turisti in attesa di un volo per rientrare a casa.
La nomina del nuovo governo lascia presagire che le manifestazioni proseguiranno anche nei prossimi giorni, a meno di un intervento davvero massiccio delle forze dell’ordine.
Il presidente, che ha detto di non avere nessuna intenzione ad abbandonare la sua carica, ha nominato quale vice presidente Omar Suleiman, il potente capo dei servizi segreti.
Se Mubarak punta al cambiamento la sua è stata una scelta incomprensibile, dato che in Egitto i servizi segreti sequestrano, torturano e uccidono ogni potenziale oppositore al regime, in particolare i membri del gruppo religioso dei Fratelli Musulmani. Di sicuro una scelta che accende ancor di piu’ la rabbia della gente.
A capo del nuovo governo Mubarak ha indicato il generale Ahmed Shafik, ministro dell’aeronautica civile. Alla difesa sarebbe andato il capo di Stato maggiore Sami Anan mentre agli Interni sarebbe stato nominato un altro generale Ahssan Abdel Rahman. Un nuovo governo di evidente stampo militare.
Anche ieri si sono rincorse voci sulla partenza a Londra dei due figli di Mubarak, notizie smentite dalla televisione di Stato. Una ventina di jet privati ha però effettivamente lasciato il Cairo per Dubai.
A livello internazionale la preoccupazione resta forte. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha rinnovato il suo appello a fermare le violenze e a favore della moderazione. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, la Cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier britannico David Cameron hanno lanciato un appello congiunto a Mubarak perché eviti l’uso della violenza contro civili disarmati e ai manifestanti hanno raccomandato di esercitare pacificamente i loro diritti.
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