La rivolta del popolo tunisino e i movimenti di protesta in Egitto hanno conseguenze anche sulla politica occidentale. E’ quanto si legge oggi nel quotidiano olandese Trouw:
“Queste proteste ricordano all’Occidente come esso sia sempre stato al corrente della sistematica violazione dei diritti umani in quei paesi e come i governi occidentali abbiano sempre saputo degli arresti arbitrari, delle torture, delle esecuzioni sommarie e dell’assenza della libertà di espressione nei paesi del Nord Africa. Una realtà dalla quale l’Occidente ha sempre volutamente distolto lo sguardo, perché questi elementi non interferivano con i suoi interessi economici e strategici.
D’ora in poi il margine di manovra occidentale nel vicino Oriente sarà limitato. A differenza del passato, nei rapporti fra i governi la questione della violazione dei diritti dell’uomo sarà messa in primo piano.
I governi di Europa e Stati Uniti saranno maggiormente chiamati a privilegiare le alleanze che rispetteranno questi diritti. Il che significa la fine del sostegno occidentale ai regimi dittatoriali e militari dei paesi arabi, una nuova situazione non meno rivoluzionaria di quanto accaduto in Tunisia.”
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