Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza al Cairo e in molte altre località egiziane per chiedere la fine del regime di Hosni Mubarak e condizioni di vita migliori. Al fitto lancio di pietre la polizia ha risposto con proiettili di gomma, idranti e gas lacrimogeni.
La giornata di protesta era cominciata ieri mattina in maniera pacifica, per poi degenerare nel giro di poche ore in violenti scontri tra manifestanti e forze della polizia. Al Cairo un poliziotto è morto schiacciato dai manifestanti, radunati a migliaia nelle maggiori piazze della città.
Due manifestanti sono invece stati uccisi nella città portuale di Suez da proiettili di gomma sparati dalla polizia. Incidenti si sono verificati anche ad Alessandria d’Egitto, dove a scandire slogan contro il presidente Hosni Moubarak erano almeno 20mila persone. Molti gli arresti operati dalle forze dell’ordine.
In un comunicato diffuso martedì sera il ministero dell’Interno egiziano ha affermato che le forze di sicurezza hanno garantito lo svolgimento pacifico delle manifestazioni ma che a partire dal pomeriggio il movimento dei Fratelli Musulmani ha spinto alla violenza gran parte dei cortei di protesta. Affermazioni smentite dal portavoce del movimento integralista islamico, che le ha definite menzogne prive di ogni fondamento.
Gli organizzatori della manifestazione hanno annunciato che le proteste continueranno sino a quando il presidente Moubarak non darà le dimissioni e con lui l’intera formazione del governo.
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