Categories: Democrazia attiva

Lo sport del tiro è in pericolo!

I tiratori ticinesi invitano a votare NO
La votazione federale del prossimo 13 febbraio 2011 rappresenta un pericolo mortale per il tiro sportivo, ma anche per lo Stato liberale e la responsabilità individuale delle cittadine e dei cittadini. Un attacco alle libertà e ai valori svizzeri, che costerà al cittadino oltre 10 milioni l’anno, senza essere in grado di garantire maggiore sicurezza alla popolazione. Si tratta dunque di una vera iniziativa per il divieto generale di tutte le armi (non solo quelle militari!).

Quattro tiratori su cinque impiegano fucili e pistole militari per la pratica del tiro, quale sport di massa. Il tema in votazione tocca direttamente lo sport del tiro, nella forma attuale. La proibizione delle armi militari vedrà infatti scomparire manifestazioni sportive con numerosi partecipanti: il tiro federale in campagna, le feste federali di tiro, i corsi giovani tiratori, …

Ricordiamo come nel 2007 il Ticino ha accolto oltre 6mila giovani da tutta la Svizzera; la festa federale di tiro della gioventù a Mendrisio si è svolta senza problemi e incidenti. Questo a dimostrazione di come, chi è istruito all’uso delle armi, non rappresenta un pericolo per la popolazione. L’iniziativa mira però a mettere sotto tutela queste cittadine e questi cittadini rispettosi delle leggi.

Ma l’iniziativa non mira solo alle armi militari. L’iniziativa vuole molto di più: l’iniziativa vuole il divieto nella Costituzione di tutte le armi automatiche e di fucili a pompa e l’introduzione della “clausola del bisogno” per avere un’arma.

Con la “clausola del bisogno” il tiratore che avrà smesso la sua attività, dovrà riconsegnare la sua carabina o la sua pistola sport. Stesso discorso vale per cacciatori e collezionisti. Caduto il bisogno previsto dalla clausola, il cacciatore dovrà ritornare la sua arma e il suo fucile da caccia.
Le armi automatiche acquistate dal collezionista dopo aver ottenuto i relativi permessi cantonali, saranno confiscate perché diventate proibite.
E le armi nelle case, tra cui il vecchio moschetto ereditato dal nonno? Queste armi potranno rimanere nelle nostre case solo se sarà dimostrato il “bisogno” (clausola del bisogno) e che il proprietario è in grado saperle usare. In caso di approvazione, dovremo dire addio ai ricordi e alla memoria di chi ci ha tramandato questi simboli del servizio alla Patria.

Dalla legge attuale fatta per impedire gli abusi, con l’iniziativa si passa ad un divieto di principio con eccezioni restrittive: si creano in questo modo situazioni illegali a cittadini onesti. Un cambio di paradigma, che mette sotto il sospetto generale i cittadini onesti.
Votiamo e facciamo votare NO: ne va della sopravvivenza del tiro sportivo e delle nostre libertà!

Redazione-cro

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