L’Unione europea esige la liberalizzazione totale del mercato svizzero dell’energia elettrica. Lo ha dichiarato oggi a Berna Günther Oettinger, il Commissario europeo per l’energia, intervenendo al Congresso svizzero sull’elettricità per esprimersi riguardo al ruolo della Svizzera nel futuro mercato europeo dell’energia.
Grazie alla sua posizione centrale e alle sue infrastrutture all’avanguardia la Svizzera ha i numeri per diventare una delle maggiori riserve d’energia elettrica dell’Europa, ha detto Oettinger. Una posizione a cui la Confederazione potrà accedere solo integrandosi nel mercato interno dell’elettricità dell’UE.
Per garantire la sicurezza delle sue riserve e ridurre la dipendenza nei confronti dei paesi extra-europei, l’Europa ha allo studio la messa in cantiere di un mercato energetico comune. Oettinger pretende che la Svizzera “faccia interamente parte di questo mercato”. Ma non solo: entrando a far parte di questo mercato la Svizzera deve conformarsi alla normativa europea attuale e prepararsi ad accettare eventuali nuove regole.
A margine del congresso il Commissario europeo ha incontrato la Consigliera federale Doris Leuthard per fare il punto sullo stato dell’avanzamento dei negoziati. Oettinger ha confermato che una decisione di principio verrà presa sull’accordo energetico entro la metà dell’anno.
Questa la notizia come riportata dai media. Viene da chiedersi perchè, su questo importante tema e a seguito delle pesanti dichiarazioni da parte di un politico estero, i giornalisti non hanno intervistato Doris Leuthard, in modo da dare alla popolazione non l’avviso di un estraneo bensì l’opinione della nostra Consigliera federale.
Viene da chiedersi perché non è stata Doris Leuthard stessa a esigere di poter esprimere il suo punto di vista in merito.
E viene da chiedersi perché prima che questa notizia venisse data questa sera al TG delle 20:00 i responsabili dell’informazione non hanno cercato di captare da Berna una nota di commento ufficiale alle “arroganti” richieste del Commissario Oettinger.
L’adattamento alle normative europee, come vuole Oettinger, è una manovra che implica il rifacimento e l’adattamento di una notevole parte delle strutture energetiche del nostro paese, con i notevoli costi che ne conseguono, allo scopo di permettere all’UE di risparmiare i pesanti oneri di misure alternative.
Di nuovo l’Europa si fa avanti con toni inadatti e pretenziosi senza offrire un’equa controprestazione, ma ritenendo che il suo peso sia un argomento sufficiente per piegare ancora una volta la Svizzera alle sue aspettative.
Così, come già accaduto in precedenti casi, tra i quali il più evidente è la costruzione di Alptransit, ancora una volta la Svizzera compierebbe sforzi enormi a vantaggio di tutta l’Unione europea, senza nemmeno osare chiedere una minima partecipazione ai costi.
E soprattutto ancora una volta noi svizzeri dobbiamo vivere una situazione di disagio e apprendere queste notizie a prima vista poco incoraggianti, senza l’immediata interpretazione del nostro governo.
B. Ravelli