Come sovente accade in politica, si continua unicamente ad inseguire i problemi, difficilmente si anticipano.
In questi giorni prenatalizi tiene banco la ristrutturazione del tunnel autostradale del San Gottardo e politici, partiti e rappresentanti di associazioni esprimono la loro opinione. Manca solamente di sentire l’Unione europea, per il momento impegolata con l’euro allo sbando e la ricerca disperata di nuove risorse per i suoi Stati e poi tutti hanno detto la loro.
Ancora una volta siamo di fronte a visioni diametralmente opposte. In Ticino non c’è mai una visione unilaterale.
I nostri rappresentanti a Berna dicono tutto e il contrario di tutto. Chi vuole il raddoppio, chi il secondo tubo, ma da utilizzare unicamente in una direzione, chi festeggia l’imminente chiusura per 900 giorni, chi ritiene non vi saranno ripercussioni economiche negative ma anzi – come sostenuto da Pedrina alla RSI – la chiusura del tunnel porterà ad un incremento dei posti di lavoro in Ticino.
L’impressione è che ancora una volta si giunga tardi per trovare una soluzione che accontenti tutti e che il problema verrà seriamente affrontato solamente quando i primi operai poseranno il cartello “chiuso al traffico per 900 giorni” e tutti – o quasi – si strapperanno i capelli per un fatto che era noto sin dal giorno in cui il consigliere federale Hans Hürlimann aveva tagliato il nastro che inaugurava ufficialmente la galleria autostradale del San Gottardo. Correva allora l’anno 1980, precisamente il 5 settembre 1980.
Il 20 febbraio 1994 il popolo svizzero e anche quello ticinese approvò, forse allora a sorpresa, l’iniziativa popolare per la protezione della regione alpina dal traffico di transito.
L’obiettivo principale di quell’iniziativa, il trasferimento delle merci in transito dalla strada alla ferrovia, è diventato nel frattempo uno degli elementi centrali della politica svizzera dei trasporti.
Ottobre 1995: l’iniziativa parlamentare Schmidhalter, che chiedeva la revoca dell’iniziativa delle Alpi viene respinta dal Consiglio nazionale con una votazione nominale.
Marzo 1996: Il Parlamento respinge chiaramente l’iniziativa parlamentare Borer che chiede il raddoppio della galleria autostradale del San Gottardo.
8 febbraio 2004: Il popolo svizzero respinge con il 62.8% dei voti il controprogetto Avanti. Anche tutti i 26 cantoni respingono l’oggetto.
Questi sono i dati oggettivi, queste sono le risposte che il popolo ha dato quando è stato consultato.
Illudersi oggi che si possa giungere in tempi brevi o almeno utili, prima della chiusura, ad una soluzione che favorisca il traffico su strada, quindi spingendo sul secondo tubo, sembra oggettivamente una cura palliativa in attesa che gli eventi facciano il loro corso.
Il Ticino dovrà giocoforza farsi promotore di soluzioni concrete anche se non facili da trovare, per evitare un isolamento gravissimo per economia e turismo. Questo indipendentemente da una visione ecologica o economica del problema. Le illusioni di spuntare un secondo tubo in tempi brevi non farà che rimandare la soluzione a quando il “paziente” sarà ormai defunto.
Candido S.