Occorre proteggere meglio i prodotti autentici provenienti dalla regione di montagna e dell’economia alpestre. In quest’ottica, l’Ufficio federale dell’agricoltura comunica di aver proceduto alla revisione dell’ordinanza montagna/alpe tenendo conto delle esperienze maturate finora. Le cerchie interessate potranno esprimersi in merito alle proposte di modifica fino a metà febbraio 2011.

Dal 1° gennaio 2007, l’ordinanza montagna/alpe prescrive che i termini “montagna” e “alpe” siano impiegati soltanto per prodotti agricoli e generi alimentari da essi ottenuti provenienti dalla regione di montagna e dell’economia alpestre, proteggendo in tal modo i consumatori dagli inganni. Mediante la revisione dell’ordinanza s’intende in primo luogo precisare le esigenze in materia di controllo e certificazione dei prodotti di montagna e dell’alpe. È previsto che in futuro anche il formaggio alpestre e altri prodotti dell’alpe sottostiano alla procedura di controllo e debbano essere certificati. La procedura di controllo dovrà essere semplice, ma efficiente, e occorrerà fare in modo che il prodotto dell’alpe sia ancora più autentico e credibile. Si dovranno proteggere meglio anche le traduzioni dalle lingue in uso in Svizzera e di termini derivati al fine di evitare che vengano utilizzate denominazioni di fantasia, come ad esempio “Alp Beef” o “Mountain Tea”, allo scopo di eludere l’ordinanza montagna/alpe.

Nell’ambito della revisione si affronta inoltre la questione se la Confederazione debba introdurre loghi statali per i prodotti di montagna e dell’alpe. La legge sull’agricoltura prevede una base legale al riguardo; secondo la versione rivista dell’ordinanza, la competenza di creare loghi statali per i prodotti di montagna e dell’alpe verrà delegata al Dipartimento federale dell’economia.

Dal profilo formale si tratta di una revisione totale. Le cerchie interessate hanno la possibilità di esprimersi in merito alle proposte di modifica fino a metà febbraio 2011.